• CMR. Direzione: Dott. Sodano. Fecondazione Artificiale. Torino
  • CMR. Direzione: Dott. Sodano. Fecondazione Artificiale. Torino
  • CMR. Direzione: Dott. Sodano. Sterilità ed infertilita di coppia. Torino

Procreazione Assistita

La procreazione assistita è un insieme di tecniche di vario tipo, siano esse mediche o chirurgiche, che permettono di concepire e portare a termine una gravidanza nei casi di sterilità o infertilità.

Purtroppo questi sono problemi oggi sempre più diffusi e non riguardano solamente la dimensione fisica della persona coinvolta, ma anche quella psicologica.

Il centro si occupa da tempo di accompagnare le coppie nella difficile ricerca di una gravidanza spesso a lungo attesa e desiderata.

Il primo passo consiste nell'individuare le particolari cause che impediscono il concepimento e attuare le terapie tese alla loro cura.

La diagnosi viene fatta direttamente dai medici del centro, in seguito ad esami specifici. Laddove non sia stato possibile guarire l'organo interessato, in base al problema riscontrato si procede allo studio dei trattamenti di procreazione assistita più adatti.

Il CMR svolge diverse teniche di procreazione medicalmente assistita di 1° e 2° livello.

Tecniche

Per leggere la descrizione cliccare su ognuna delle tecniche sotto elencate.

La IUI prevede una moderata stimolazione farmacologica della crescita follicolare multipla.

Inoltre, per seguire l'andamento della follicologenesi, durante il trattamento sono richiesti controlli ecografici ed eventuali dosaggi ormonali (se la stimolazione porta allo sviluppo di un numero eccessivo di follicoli, il trattamento può essere sospeso per evitare il rischio di gravidanze multiple).

In coincidenza dell'ovulazione, al partner maschile è richiesto un campione seminale: dopo un opportuno trattamento, gli spermatozoi vengono trasferiti nella cavità uterina tramite un catetere. E' indicata nell'infertilità dovuta ad impenetrabilità del muco cervicale da parte degli spermatozoi e nei casi di lievi alterazioni del liquido seminale.

Le fasi di questo trattamento sono diverse

Stimolazione della funzione ovarica
La prima fase prevede la stimolazione della funzione ovarica per indurre una crescita multipla di follicoli.
Questo è necessario perché in vitro (cioè in laboratorio) le probabilità che ogni singolo ovocita ha di essere fecondato e di svilupparsi in feto sono più basse rispetto alla norma.
La crescita follicolare multipla consente di ottenere per una singola ovulazione un alto numero di ovociti, aumentando quindi le probabilità di ottenere la gravidanza.

Il prelievo degli ovociti – PICK-UP
Gli ovociti vengono prelevati dai follicoli sufficientemente maturi.
Ciò avviene con una semplice tecnica di agoaspirazione in sedazione, in modo assolutamente indolore per via transvaginale sotto guida ecografica.

L'inseminazione in vitro
Poco dopo il prelievo degli ovociti, al partner viene chiesto di produrre, tramite masturbazione, un campione seminale.
Dopo di che gli spermatozoi e gli ovociti verranno messi a contatto fino ad accertare l'esito dell'inseminazione.
La coltura in vitro Gli ovociti che mostrano segni di normale fecondazione (ovocita a due pronuclei) vengono mantenuti in coltura per altre 24-48 ore.
Durante questo periodo i due pronuclei scompaiono formando lo zigote. A questa fase segue la prima divisione cellulare, momento in cui si è in presenza dell'embrione vero e proprio.
Nel nostro Centro viene adottata la coltura prolungata degli embrioni fino allo stadio di BLASTOCISTI (5° - 6° giorno), stadio raggiungibile nel 90% dei casi quando ci siano almeno 3 embrioni di buona qualità dopo 48-72 ore dall'inseminazione, con risultati in termini di gravidanza evolutiva superiori al 50%.

Il trasferimento degli embrioni - TRANSFER
Tra le 48 e le 72 ore dal prelievo degli ovociti, gli embrioni vengono trasferiti con un catetere nella cavità uterina della paziente.
Trascorse circa due settimane dal trasferimento, per conoscere l'esito del trattamento si effettua il dosaggio del ß-HCG, un ormone prodotto dall'embrione una volta che si è impiantato.
È importante ricordare che il processo di impianto dipende sia dalla qualità degli embrioni, sia dalla capacità dell'utero di accoglierli.
E' indicata nell'infertilità tubarica, in quella maschile moderata o moderato-severa e dopo fallimento dell'inseminazione intruterina.

Coltura degli embrioni in laboratorio fino al 5°-6° giorno,in cui raggiungono lo stadio di Blastocisti, dopo di che vengono trasferiti in utero.

Lo stadio di Blastocisti è raggiungibile nel 90% dei casi quando ci siano almeno 3 embrioni di buona qualità dopo 48-72 ore dall'inseminazione, con risultati in termini di gravidanza evolutiva superiori al 50%.

L'ICSI è una tecnica riservata ai casi di gravi alterazioni del liquido seminale o dopo mancata fecondazione degli ovociti mediante FIVET.

La procedura è analoga alla FIVET tranne che per la metodica di fecondazione degli ovociti che prevede l'introduzione del singolo spermatozoo, mediante un microago connesso ad un micromanipolatore e sotto visione microscopica, direttamente nell'ovocita.

Entrambe sono tecniche di prelievo degli spermatozoi mediante un ago che penetra la cute,cui si ricorre quando questi non sono rintracciabili nel seme.

A volte possono essere rinvenuti nel testicolo o nell'epididimo, anche se in numero molto ridotto.
Nella PESA il prelievo viene effettuato nell'epididimo, mentre nella TESA si procede attraverso la cute nel testicolo vero e proprio.

Le coppie che hanno un figlio o un membro della famiglia con una malattia ereditaria e sono esse stesse ad alto rischio, in passato hanno avuto a disposizione le seguenti alternative per ridurre il rischio:
(1) astenersi dall'avere bambini e optare per un'adozione,
(2) accettare il rischio,
(3) optare per l’uso di tecniche di procreazione medicalmente assistita (PMA) utilizzando ovociti di un donatore,
(4) sottoporsi a diagnosi prenatale.

La diagnosi prenatale prevede l'utilizzo di tecniche come la villocentesi o amniocentesi, e permette l'identificazione di anomalie genetiche, entro le prime 10-16 settimane di gravidanza, in quelle coppie a rischio di trasmissione di una malattia genetica alla prole.
Le due procedure prevedono il campionamento di cellule fetali dalle quali verrà estratto il DNA per effettuare l'analisi di mutazione di specifici geni e/o la determinazione del cariotipo finale. Avere la possibilità di una scelta altrnativa alla diagnosi prenatale risulta di grande utilità per le coppie a rischio genetico, evitando loro il ricorso all'aborto terapeutico. La diagnosi prenatale, in diverse popolazioni non è accettata a causa di problemi etico/morali o religiosi associati all'interruzione della gravidanza. L'evoluzione delle tecniche di fecondazione in vitro (IVF), e la possibilità di ottenere cellule gametiche ed embrionali utilizzabili per la diagnosi di patologie genetiche, ha permesso di spostare l'epoca della diagnosi dalla fase "post-impianto" alla fase "pre-impianto".

La Diagnosi Genetica Preimpianto (PGD) rappresenta una nuova metodologia, che permette di identificare la presenza di malattie genetiche o di alterazioni cromosomiche in embrioni in fasi molto precoci di sviluppo, generati in vitro da coppie a elevato rischio riproduttivo, prima del loro impianto in utero.La PGD combina l’utilizzo delle tecniche di IVF con le più innovative ricerche in campo genetico. I pazienti che richiedono l’accesso alle tecniche di diagnosi preimpianto inizieranno un trattamento di procreazione medicalmente assistita (PMA), che prevede il recupero di ovociti da fecondare con gli spermatozoi paterni. Una volta che è avvenuta la fecondazione, dagli embrioni ai primi stadi di sviluppo, si preleveranno una o due cellule il cui DNA sarà analizzato in maniera specifica in relazione alla malattia genetica da diagnosticare.

Gli embrioni non affetti dalla patologia genetica si potranno quindi trasferire in utero. Ad oggi esistono protocolli diagnostici per oltre 200 malattie monogeniche, autosomiche dominanti, recessive o legate al cromosoma X. Patologie genetiche molto comuni in Italia, in cui la PGD trova una valida applicazione sono: Beta-Talassemia, Anemia Falciforme, Emofilia A e B, Distrofia Muscolare di Duchenne-Becker, Distrofia Miotonica, Fibrosi Cistica, Atrofia Muscolare Spinale (SMA) e Sindrome dell' X-Fragile.

Per saperne di più visita il sito del Laboratorio Genoma di Roma

Oggi giorno è molto frequente incontrare coppie che ricorrono a programmi di procreazione medicalmente assistita (PMA) caratterizzata da alcuni insuccessi. Ciò può manifestarsi sia in termini di mancata gravidanza (fallimenti di impianto a seguito di transfer embrionario), che di gravidanza iniziata ma conclusasi con un aborto spontaneo oppure, interrotta a causa del riscontro di una patologia cromosomica nel feto, accertata mediante diagnosi prenatale (amniocentesi o villocentesi). In questi pazienti, la capacità riproduttiva ridotta è ritenuta dipendere dalla presenza, negli embrioni di aneuploidie cromosomiche.

Le aneuploidie sono alterazioni cromosomiche caratterizzate da un numero maggiore o minore di cromosomi rispetto al numero standard, la cui incidenza aumenta proporzionalmente all’età della donna, con conseguente riduzione della potenzialità riproduttiva.

La diagnosi preimpianto delle aneuploidie cromosomiche (PGS) viene in aiuto delle coppie infertili, permettendo il transfer degli embrioni che all’analisi genetica risulteranno essere privi di anomalie cromosomiche. In questi casi, la selezione degli embrioni da trasferire in utero si basa non solo sull’aspetto morfologico degli stessi ma anche sul loro assetto cromosomico, che riflette la potenzialità di dare origine ad una gravidanza a termine.

La diagnosi preimpianto delle aneuploidie cromosomiche (PGS), migliora le percentuali di successo delle tecniche di PMA in donne di cosiddetta età materna avanzata, cioè donne con età compresa tra i 36 ed i 43 anni.

Per saperne di più visita il sito del Laboratorio Genoma di Roma

RISULTATI FIVET - ICSI

Il seguente grafico evidenzia i risultati in percentuale di PARTI ottenuti per prelievo ovocitario (Pick Up) del centro CMR, messi a confronto con la media europea ed italiana.

Risultati ottenuti dal CMR

Dati riferiti a parti ottenuti

Risultati europei

Dati riferiti a parti ottenuti

Risultati italiani

Dati riferiti a gravidanze e non a parti